Due mondi, due origini

I GRI Standards (Global Reporting Initiative) esistono dal 1997 e vengono da una tradizione multi-stakeholder: sono stati costruiti con aziende, ONG, lavoratori, investitori, per creare un linguaggio comune sulla rendicontazione di sostenibilità. Sono volontari, gratuiti, modulari e adottati in oltre 100 paesi. Sono lo standard più diffuso al mondo per i bilanci di sostenibilità delle PMI.

Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono invece di origine regolatoria. Nascono dalla CSRD — la direttiva europea sul reporting di sostenibilità — e sono stati sviluppati dall'EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) per standardizzare il reporting ESG delle imprese europee. Sono obbligatori per le grandi imprese soggette alla CSRD; per le PMI esiste una versione volontaria semplificata chiamata VSME.

In sintesi

GRI = standard globale volontario, orientato agli stakeholder. ESRS = framework regolatorio europeo, orientato agli investitori e ai mercati finanziari. Per le PMI non soggette alla CSRD, entrambi sono volontari — ma con pubblici di riferimento diversi.

Le differenze chiave

GRI Standards

  • Standard globale, valido in qualsiasi paese
  • Orientato agli stakeholder (clienti, comunità, lavoratori, banche)
  • Analisi di materialità semplice (impatto dell'azienda sull'esterno)
  • Percorso modulare: si parte da GRI 1, 2, 3 e si aggiungono topic standard
  • Riconosciuto da banche, filiere, enti di certificazione
  • Indicatori verificabili e comparabili nel tempo
  • Gratuito e open source

ESRS / VSME

  • Framework europeo, nato dalla CSRD
  • Orientato agli investitori e ai mercati finanziari
  • Doppia materialità obbligatoria (impatto + rischio finanziario)
  • 12 standard tematici (ambiente, sociale, governance) molto dettagliati
  • VSME = versione semplificata per PMI (modulo Base + Narrativo)
  • Allineato con SFDR, tassonomia verde UE
  • Richiesto dalle grandi imprese ai propri fornitori PMI

La doppia materialità: la differenza più importante

Il concetto che distingue più nettamente i due framework è la materialità. Con i GRI Standards, si applica una materialità "semplice": si identificano i temi ESG che hanno un impatto rilevante sull'ambiente e sulla società. L'analisi è centrata sull'azienda come attore.

Gli ESRS introducono invece la doppia materialità: un tema è materiale se è rilevante per l'impatto dell'azienda (materialità d'impatto) oppure se rappresenta un rischio o un'opportunità finanziaria per l'azienda stessa (materialità finanziaria). In pratica, si chiede anche: "Come il cambiamento climatico può impattare economicamente la mia azienda?" — non solo il contrario.

Per una PMI che si avvicina per la prima volta alla sostenibilità, la doppia materialità degli ESRS può risultare più complessa da gestire. Il GRI offre un punto di ingresso più graduale.

Cosa chiedono le banche e le filiere

Nella pratica quotidiana delle PMI italiane, la scelta dello standard dipende spesso da chi richiede il bilancio:

  • Filiere e grandi gruppi industriali: nella maggior parte dei casi richiedono un report GRI o un questionario strutturato compatibile GRI. È lo standard che conosco e verificano nei processi di qualifica fornitori.
  • Banche e istituti di credito: riconoscono sia GRI che VSME/ESRS. Molte banche italiane hanno sviluppato i propri questionari ESG interni, ma un bilancio GRI o VSME è considerato un punto di partenza valido.
  • Bandi PNRR e CAM (Criteri Ambientali Minimi): generalmente non richiedono uno standard specifico, ma un report GRI strutturato facilita la documentazione dei requisiti ambientali richiesti.
  • Investitori e fondi di private equity: tendono a prediligere ESRS/SFDR, soprattutto se sono europei.
  • Certificazioni B Corp: il processo BIA (B Impact Assessment) è indipendente da GRI/ESRS ma molti indicatori si sovrappongono.

Il VSME: lo standard ESRS pensato per le PMI

L'EFRAG ha sviluppato il VSME Standard (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs) proprio per le PMI che vogliono adottare un framework europeo senza dover affrontare la complessità degli ESRS completi. Il VSME si articola in:

  • Modulo Base: 11 indicatori quantitativi principali su energia, emissioni, forza lavoro, supply chain. È il minimo per rispondere alle richieste delle grandi imprese soggette CSRD.
  • Modulo Narrativo: approfondimento qualitativo su strategie, obiettivi, governance ESG. Più completo, ma opzionale.

Il VSME è pensato per coprire le esigenze delle PMI nella catena di fornitura delle grandi imprese soggette CSRD. Se il tuo principale cliente sta implementando la CSRD, sarà probabilmente lui a chiederti dati compatibili con il VSME. Adottarlo in anticipo è una mossa strategica.

GRI e ESRS/VSME: si escludono o si integrano?

Non si escludono. I due framework sono sostanzialmente compatibili: il GRI e l'EFRAG hanno lavorato per allineare gli indicatori, e molte aziende usano GRI come base e integrano i requisiti ESRS quando necessario. L'EFRAG stessa ha pubblicato una tavola di interoperabilità tra GRI Topics e ESRS.

In pratica, una PMI che redige un bilancio GRI completo copre già buona parte degli indicatori richiesti dal VSME. Con un'integrazione mirata, può rispondere anche alle richieste ESRS dei clienti grandi.

La nostra raccomandazione per le PMI

Per la maggioranza delle PMI italiane al primo bilancio di sostenibilità, GRI Standards è la scelta più efficace: più diffuso, meglio riconosciuto dalle banche e dalle filiere italiane, più facile da implementare in autonomia. Se lavori principalmente per clienti soggetti alla CSRD o hai rapporti con investitori istituzionali europei, valuta di integrare il VSME come strato aggiuntivo.

Tabella comparativa: quando scegliere cosa

Situazione della PMIFramework consigliatoMotivazione
Primo report di sostenibilità, filiere nazionaliGRI Standards (1 + 2 + 3 + topic)Più diffuso, riconosciuto, percorso modulare
Fornitori di grandi gruppi soggetti a CSRDVSME Base (+ GRI opzionale)Risponde direttamente alle richieste della filiera
Richiesta bancaria ESG per Green Loan / SLLGRI o VSME indifferenteLe banche accettano entrambi; conta la qualità dei dati
Società attiva su mercati internazionaliGRI (riconoscimento globale)120+ paesi lo riconoscono come standard di riferimento
PMI con investitori istituzionali o fund raisingESRS / VSME NarrativoAllineamento con SFDR e richieste degli investitori europei

Come iniziare: il percorso pratico

Indipendentemente dallo standard scelto, il percorso di un bilancio di sostenibilità per una PMI passa sempre dagli stessi passaggi fondamentali:

  1. Analisi di materialità: identificare i temi ESG rilevanti per la tua azienda e i tuoi stakeholder
  2. Raccolta dati: misurare gli indicatori selezionati (consumi energetici, emissioni, turnover, infortuni, ecc.)
  3. Scelta del framework: formalizzare il riferimento standard in base al pubblico di destinazione
  4. Redazione e revisione: strutturare il documento con metodologia dichiarata e dati verificabili
  5. Pubblicazione e comunicazione: rendere il report accessibile agli stakeholder rilevanti

La scelta tra GRI e ESRS/VSME si inserisce al terzo passaggio, e dovrebbe essere guidata da una domanda concreta: chi leggerà questo report, e cosa si aspetta di trovare?

Non sai quale standard è giusto per la tua situazione?

Ti aiutiamo a valutare le richieste dei tuoi stakeholder — banche, clienti, filiere — e a scegliere il framework più efficace per il tuo bilancio di sostenibilità.

Parliamo del tuo progetto →