Cos'è la UNI/PdR 125 e perché conta

La UNI/PdR 125 non è una norma cogente (cioè obbligatoria per legge in senso assoluto), ma è diventata di fatto obbligatoria per le imprese che vogliono accedere agli appalti PNRR: il D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici) prevede un sistema di premialità che assegna punteggi aggiuntivi alle imprese certificate.

Numeri che mostrano l'adozione straordinaria in Italia:

  • Luglio 2022: prime tre certificazioni rilasciate
  • Dicembre 2023: 8.388 siti aziendali certificati
  • Dicembre 2024: oltre 16.000 siti certificati
  • Settembre 2025: 38.652 siti certificati — obiettivo PNRR (800 aziende) superato di 48 volte

La crescita è stata verticale perché la certificazione ha dimostrato un valore reale: non solo nelle gare, ma anche nell'employer branding, nella riduzione del turnover femminile e nel miglioramento del clima aziendale.

Le 6 aree di KPI della UNI/PdR 125

La prassi di riferimento struttura la valutazione della parità di genere in sei aree tematiche, ciascuna con indicatori misurabili (KPI) che l'azienda deve raccogliere e migliorare nel tempo:

01

Cultura e strategia

Presenza di politiche di gender equality, formazione su D&I, comunicazione interna e esterna sui temi di parità.

02

Governance

% di donne in CdA e ruoli decisionali, gap retributivo tra generi nei ruoli apicali, politiche di nomina.

03

Processi HR (reclutamento)

% candidature femminili per ogni ruolo, processo di selezione strutturato e non discriminatorio, parità di accesso alle opportunità.

04

Opportunità di crescita e inclusione

% di donne in percorsi di sviluppo/mentoring, accesso equo alla formazione, promozioni proporzionali alla distribuzione di genere.

05

Equità retributiva e benefit

Gender pay gap complessivo e per livello/funzione, benefit ugualmente accessibili (welfare, flessibilità, smart working).

06

Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro

Politiche di congedo parentale, supporto al rientro dalla maternità/paternità, flessibilità oraria strutturata.

L'iter di certificazione in 5 passi

  1. Gap analysis: analisi della situazione attuale rispetto ai KPI delle 6 aree. Si identifica dove l'azienda è già in linea e dove occorre intervenire.
  2. Piano di miglioramento: definizione di obiettivi, azioni e tempistiche per colmare i gap. Anche le PMI non devono essere "perfette" per certificarsi — devono dimostrare un percorso credibile.
  3. Sistema di raccolta dati: implementazione degli strumenti per misurare i KPI (HR analytics, survey interne, rilevazione retribuzioni per genere).
  4. Scelta dell'organismo di certificazione accreditato: si sceglie uno dei 62 organismi accreditati da Accredia. L'audit include esame documentale e interviste al personale.
  5. Audit e rilascio del certificato: validità triennale con audit di sorveglianza annuali. Il certificato è rinnovabile.

Benefici concreti per una PMI

Ambito Beneficio
Gare pubbliche PNRR Punteggio premiale fino a 6 punti in più (su 100) nell'offerta tecnica
Appalti privati Crescente richiesta da grandi imprese con obblighi CSRD (Scope 3 sociale)
Recruiting Attrazione di talenti femminili qualificati e riduzione del turnover
Finanziamenti agevolati Alcune banche e Confidi premiano la certificazione nelle condizioni di finanziamento
ESG rating bancario La certificazione migliora il pillar Sociale del rating ESG bancario
Employer branding Segnale credibile e verificato di impegno per i candidati
La prassi è scaricabile gratuitamente

Il testo completo della UNI/PdR 125:2022 è disponibile gratuitamente sul sito UNI (store.uni.com). Le FAQ aggiornate di Accredia e UNI — aggiornate a gennaio 2026 — forniscono indicazioni pratiche per l'implementazione e chiariscono i casi di più controversa interpretazione.

Quanto costa certificarsi

Il costo della certificazione UNI/PdR 125 varia in funzione della dimensione dell'azienda e dell'organismo scelto. Indicativamente:

  • Micro imprese (fino a 10 dipendenti): 1.500–3.000€ per l'audit di certificazione, più i costi di preparazione interna
  • Piccole imprese (10–50 dipendenti): 3.000–6.000€ per l'audit
  • Medie imprese (50–250 dipendenti): 6.000–15.000€ per l'audit

A cui si aggiungono i costi di preparazione (gap analysis, piano di miglioramento, sistemi di raccolta dati) e quelli di mantenimento annuale (audit di sorveglianza). Fondi regionali e bandi specifici possono coprire parte dei costi per le PMI.

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