I tre strumenti a confronto

Strumento 1

Carbon Footprint Aziendale
  • Oggetto: l'organizzazione nel suo complesso
  • Standard: GHG Protocol Corporate Standard oppure ISO 14064-1
  • Perimetro: Scope 1 + Scope 2 + Scope 3 (catena del valore)
  • Output: tCO₂e totali dell'azienda per anno
  • Serve per: report ESG, SBTi, CSRD, rating ESG bancario
  • Costo tipico: da poche k€ per PMI semplici

Strumento 2

Carbon Footprint di Prodotto
  • Oggetto: un prodotto specifico lungo il suo ciclo di vita
  • Standard: ISO 14067
  • Perimetro: "dalla culla alla tomba" del prodotto, focalizzato su GHG
  • Output: kgCO₂e per unità di prodotto
  • Serve per: etichette ambientali, claim "carbon footprint ridotta", supply chain
  • Costo tipico: da 2k€ a 10k€ a prodotto

Strumento 3

Life Cycle Assessment (LCA)
  • Oggetto: un prodotto specifico (o servizio)
  • Standard: ISO 14040 + ISO 14044
  • Perimetro: "dalla culla alla tomba" (o alla culla, o al cancello)
  • Output: impatto per unità funzionale di prodotto (multi-categoria)
  • Serve per: EPD, ecodesign, claim ambientali sui prodotti
  • Costo tipico: da 5k€ a 30k€ a prodotto

Carbon footprint aziendale: i dettagli

La carbon footprint aziendale (o inventario GHG) misura il totale delle emissioni di gas serra generate o riconducibili a un'organizzazione in un anno. Si articola in tre Scope secondo il GHG Protocol:

  • Scope 1: emissioni dirette (combustione in impianti propri, flotta aziendale, processi industriali, refrigeranti)
  • Scope 2: emissioni indirette da acquisto di energia elettrica, vapore, calore
  • Scope 3: tutte le altre emissioni nella catena del valore (fornitori, trasporti, uso dei prodotti venduti, pendolarismo dipendenti, ecc.) — 15 categorie

I due standard di riferimento principali sono il GHG Protocol Corporate Standard (gratuito, ghgprotocol.org) oppure la norma ISO 14064-1 — non sono cumulativi, ma alternativi: il GHG Protocol è più diffuso a livello internazionale, ISO 14064-1 è preferito quando è richiesta una certificazione formale verificata da terzi.

ISO 14064-1: le sei categorie di emissioni

La norma ISO 14064-1:2018 struttura le emissioni GHG in sei categorie, che corrispondono sostanzialmente agli Scope del GHG Protocol ma con una suddivisione più granulare della componente indiretta (Scope 3):

Categoria ISO 14064-1 Scope GHG Protocol Esempi
Cat. 1 — Emissioni e rimozioni diretteScope 1Combustione in impianti propri, flotta aziendale, gas refrigeranti
Cat. 2 — Emissioni indirette da energia acquistataScope 2Elettricità, vapore, calore acquistati dalla rete
Cat. 3 — Emissioni indirette da trasportiScope 3 (parziale)Logistica in entrata/uscita, pendolarismo, trasferte di lavoro
Cat. 4 — Emissioni indirette da prodotti utilizzatiScope 3 (parziale)Materie prime, beni strumentali, servizi acquistati (upstream)
Cat. 5 — Emissioni indirette legate all'uso dei prodottiScope 3 (parziale)Uso del prodotto da parte del cliente, fine vita (downstream)
Cat. 6 — Emissioni indirette da altre fontiScope 3 (parziale)Investimenti finanziari, franchising, fonti non categorizzate altrove
Quando è obbligatoria

Con la CSRD (e l'ESRS E1), le aziende soggette dovranno rendicontare le emissioni Scope 1, 2 e 3. La carbon footprint aziendale è anche alla base dei target SBTi e del rating ESG bancario (EBA guidelines). Per le PMI che sono nella catena di fornitura di aziende CSRD, la pressione ad avere dati GHG credibili arriverà presto attraverso i questionari dei clienti.

LCA: i dettagli

La Life Cycle Assessment (Valutazione del Ciclo di Vita, VCV) è una metodologia strutturata per valutare l'impatto ambientale di un prodotto o servizio specifico lungo tutto il suo ciclo di vita — dall'estrazione delle materie prime alla produzione, distribuzione, uso e fine vita.

Le quattro fasi della LCA

  1. Goal and scope definition: definizione dell'obiettivo, dell'unità funzionale (es. "1 kg di prodotto X pronto per il consumo") e del confine del sistema
  2. Life Cycle Inventory (LCI): raccolta di tutti gli input (energia, materie prime, acqua) e output (emissioni, rifiuti) per ogni fase del ciclo di vita
  3. Life Cycle Impact Assessment (LCIA): conversione degli inventari in impatti ambientali (GHG, ozono, eutrofizzazione, tossicità, consumo idrico, ecc.) usando metodi standardizzati come ReCiPe o CML
  4. Interpretation: analisi dei risultati, sensitivity analysis, identificazione dei punti critici

Cosa si può fare con una LCA

  • EPD (Environmental Product Declaration): dichiarazione ambientale di prodotto verificata da terzi, sempre più richiesta negli appalti pubblici (CAM) e nelle gare del settore costruzioni/packaging
  • Ecodesign: confronto di alternative di progettazione (materiali, fonti di energia, logistica) per ridurre l'impatto prima che il prodotto vada in produzione
  • Claim ambientali: documentare affermazioni come "emissioni ridotte del 30% rispetto alla versione precedente" in modo verificabile (Regolamento Green Claims EU in arrivo)
  • Risposta a questionari supply chain: dati LCA di una componente possono essere usati dai clienti per la loro category 1 Scope 3
LCA non significa solo "carbon"

Una LCA completa misura decine di categorie di impatto, non solo le emissioni di CO₂. Include eutrofizazione delle acque, consumo di acqua, tossicità umana, uso del suolo, acidificazione, esaurimento delle risorse. Questo la rende molto più complessa (e costosa) di una carbon footprint, ma anche molto più ricca di informazioni per le decisioni di design.

Quale usare: guida rapida alle decisioni

Situazione Strumento consigliato
Redigere il report ESG / bilancio di sostenibilità Carbon footprint (GHG Protocol)
Rispondere a banche per rating ESG o SLL Carbon footprint (Scope 1+2+3)
Definire target SBTi (Science Based Targets) Carbon footprint come baseline obbligatoria
Ottenere un'EPD per il prodotto LCA (ISO 14040/44) + verifica terza parte
Partecipare a gare pubbliche con CAM ambientali EPD → LCA
Confrontare due varianti di prodotto in fase di design LCA (anche semplificata)
Comunicare l'impatto di un prodotto specifico ai clienti ISO 14067 (carbon footprint di prodotto) oppure LCA
Prima mossa per PMI senza dati ambientali Carbon footprint (più veloce, meno costosa)

Strumenti pratici

Per la carbon footprint aziendale

  • GHG Protocol tools: fogli di calcolo Excel ufficiali per Scope 1, 2 e 3 (gratuiti, ghgprotocol.org)
  • Net Zero Planner (Climate Partner): interfaccia guidata per PMI, con database fattori di emissione
  • Normative ISPRA: fattori emissione elettricità italiana aggiornati annualmente

Per la LCA

  • OpenLCA: software gratuito e open source per LCA, con supporto ecoinvent
  • SimaPro: software professionale, lo standard de facto per LCA verificabili
  • ecoinvent database: database di dati di inventario del ciclo di vita, usato come riferimento in Europa (a pagamento, ma con licenze accademiche)
  • One Click LCA: specializzato nel settore costruzioni e materiali
La via pragmatica per una PMI

Per la maggior parte delle PMI italiane il percorso logico è: (1) carbon footprint aziendale come primo progetto per rispondere a clienti, banche e report ESG; (2) LCA del prodotto principale come secondo step, quando arrivano richieste EPD da retailer o appalti pubblici, o quando si vuole supportare il marketing con claim ambientali verificabili. I due strumenti non sono in competizione — si alimentano a vicenda: i dati di processo della LCA migliorano il calcolo Scope 3.

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